Visualizzazione post con etichetta info. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta info. Mostra tutti i post

domenica 20 settembre 2009

"Bisogna essere molto forti per amare la solitudine." (Pasolini)

Raga, stamattina ho letto la brutta notizia della morte improvvisa dello speleologo più pazzo del mondo, e mi sono tornati in mente i ricordi di quel lontano week end d'inverno passato nel suo hotel sui Sibillini, a far finta di essere sciatori per avere la coscienza pulita e poter mangiare come sgolfanati (al solito). Mi ricordo di lui come una persona schiva ma gentile, che preparava un gulasch da urlo e adottava i maremmani abbandonati (non i toscani!) perché, ci spiegava, lasciati a se stessi sarebbero diventati feroci. Invece i suoi cani mastodontici si aggiravano tranquillissimi fra i tavoli, mansueti come pelouches!

Poi vabbè mi ricordo anche dell'emozione di ritrovarmi per la prima volta sugli sci e scoprire che il baricentro basso aiuta assai, di Silent che si era sclavicolato, dello sguanciolato che si buttava in mezzo agli altri sciatori come un mini-kamikaze, e delle interminabili partite a carte tutti insieme ecc ecc. Era stata proprio una bella vacanza!

I casi della vita sono strani, lo avevo reincontrato poco prima di una sua "mission impossible", quando aveva comprato la vecchissima lancia station wagon di mio padre, indifferente al chilometraggio e alla vecchiaia del mezzo, tanto, diceva sorridendo sornione, la userò poco... Montalbini mi aveva sempre incuriosito, per quei suoi esperimenti sulla percezione spazio-temporale e sulle reazioni psicofisiche all'isolamento totale. "C'é chi si nasconde anche a se stesso e chi si guarda dentro perché non si può sfuggire al potere dei propri pensieri", era la sua frase totem. Io sarei impazzita a stare mesi e mesi da sola in una grotta con la sola compagnia dei miei pensieri, senza vedere mai la luce del sole o un contatto umano. A suo modo, è stato un grande esploratore e un fine psicologo, ma soprattutto credo fosse una gran brava persona e la sua precoce dipartita mi rattrista molto.

Buon riposo Maurizio

venerdì 5 giugno 2009

Fattore Bitch !!!

Caro il nostro stornellatore da spiaggia, offro 1 velocissima lezione di blogging in cambio di 10 lezioni di chitarra, così magari finalmente imparo a fare il barrè!

Per aggiungere ad un post un video di youtube, seleziona il codice da incorporare del video desiderato (è quello sotto l'indirizzo url) - se vuoi puoi anche selezionare l'aspetto finale della finestra video (cliccando sull'iconcina tipo ingranaggio, di fianco al codice, che ti consente di personalizzare la grandezza, e la visualizzazione di bordi, link ecc) - e poi incollalo direttamente nel corpo del post et voilà, ecco il nostro baywatchguitarrist in tutto il suo splendore :)



(in mancanza di accendino, sto sventolando la lampada della scrivania...)

(((pure j spicci t'hanne tirato!)))


AGGIORNAMENTO di giovedì 11/06:
sembra, dico sembra, che il nostro stornellatore storno preferito sarà in gara stasera, verso le 18, ai Bagni Arcobaleno (zona della Rotonda): per tutti i semguasiparenti liberi da obblighi lavorativi: gitelo a vedè!

Beach Factore!

Ciao ragaz!
Mi rifaccio vivo, e pubblico un post per un mero motivo autoreferenziale.......
Visto che mi sono iscritto (non so se con successo o no....perché non so se ci siano o meno selezioni!) al "Beach Factor" del Caterraduno, raduno che molti di voi conosceranno, volevo postare il filmato col quale mi sono presentato. Nulla di che, però sarebbe stato brutto non dire niente ai "quasi parenti", giusto?? ;)
Ecco il link (ancora non so come si fa a postare link diretti):
http://www.youtube.com/watch?v=1jivb7KP4H4&feature=channel_page

venerdì 6 marzo 2009

Senigallia - Corinaldo 2.0

Amici, parenti, guasiparenti ed internauti, non è il risultato di una partita a calcetto (anche perché in tal caso sarebbe stato sicuramente il contrario!!!), bensì un'iniziativa che vorrei espandere dalla costa alle nostre colline.

Ieri sera io e Paolo abbiamo effettuato un'incursione alla prima conferenza del ciclo Senigallia 2.0. Organizzata da Andrea Garbin (responsabile delle politiche scolastiche e giovanili del comune nonché blogger col nick Pollicino) in collaborazione con altri bloggers locali, prevede una serie di incontri per esplorare il significato e le applicazioni del cosiddetto "web 2.0", ossia un modo di usare internet focalizzato soprattutto sull'interattività e sulla comunicazione, e le sue varie applicazioni in campo personale e pubblico. Se volete una definizione generica molto più geek, leggete qui oppure dimostrate di aver capito facendo una ricerca su internet, aprendo un forum dedicato e creando un gruppo su Facebook.

La serata di ieri era dedicata ai bloggers locali, alle loro storie, come sono capitati su internet, le motivazioni per cui scrivono online (chi per fare informazione; chi per partecipare alla vita pubblica e/o politica; chi per creare e mantenere dei contatti sociali; chi per comunicare, raccontare, scrivere; chi per lavoro; chi per gioco; chi perché proprio non c'ha un kaiser da fare...) e le aspettative che, pur ovviamente diverse a seconda del tipo di blog, comunque hanno un minimo comune denominatore: farsi conoscere (e possibilmente apprezzare).

A parte il fatto che mi sembrava un tema interessante, sono andata volentieri anche perché metà dei relatori erano persone che ho conosciuto proprio grazie al mio piccolo blog, e se non è 2.0 questo... E' stata una serata molto piacevole, anche se decisamente autoreferenziale visto che, oltre ai bloggers chiamati a parlare, non c'era quasi nessuno... Come commentavo con uno di loro (Gaspa), sembrava un pochino una riunione degli alcolisti anonimi: ciao sono Pinco Pallino, ho iniziato a bloggare per caso, e non riesco più a smettere ;)

Il problema è che, come tutti gli alcolisti anonimi, se sei alla riunione vuol dire che, anche se neghi, sotto sotto sei coinvolto e prima o poi te tocca parlà! Infatti, per colpa di un insospettabile delatore, mi sono ritrovata catapultata sul palco a parlare del mio striminzito bloggettino (e qualcuno voleva anche sapere di voi: attenzione, il Grande Fratello ci legge). Ho farfugliato qualcosa sul fatto che non sono mica senigajese (non fosse altro per far contento Marco) e cercato di distrarre tutti i presenti con una serie di faccette imbarazzate che Jim Carrey può skiattare di invidia. E pensare che una volta potevo contare su un beato anonimato...

Perchè lo scrivo qui e non su Badurlamoce? Punto primo, riveduto e corretto lo pubblicherò ANCHE su Badurlamoce ma sono costretta a ripetermi qui perché, contro ogni filosofia 2.0, voi il mio blog non lo leggete mai (quindi non siete solo antipatici, siete pure irrimediabilmente demodé... STO SCHERZANDOOOO). Punto secondo, perché ci sono altri incontri che potrebbero interessarvi, ergo vi appiccico pure la locandina con le date. Punto terzo, perché il programma è ancora aperto a suggerimenti e richieste, e se qualcuno di voi ha qualche ideuzza può contattare gli organizzatori e cercare di buttar su anche un Corinaldo 2.0!



Baci e abbracci virtuali, e ricordatevi che stasera ci si vede al solito posto per una concretissima birra 5.8°!

martedì 27 gennaio 2009

Spolverare fa male!


Ave oh parenti, guasiparenti, affini e simpatizzanti!

Tra una botta de colite e l’altra, la vostra intrepida infiltrata in terra senigalliese vi porta notizie di una interessante conferenza tenutasi giovedì scorso all’Auditorium San Rocco. Relatore il Dott. Stefano Montanari che, insieme alla moglie Dott.ssa Antonietta Gatti, studia le cosiddette nanopolveri e la loro pericolosità per la salute umana.

Cosa kakkio sono ste nanopolveri (o particolato ultrafine)? Gli assidui seguaci di Beppe Grillo lo sapranno già, ma siccome mi piace fare la saccente ve lo rispiego: sono delle polveri inorganiche di dimensioni minime, visibili solo con speciali microscopi, che si formano in seguito a combustioni a temperature elevatissime, ed hanno la simpatica caratteristica di essere eterne. Ossia, non sono biodegradabili e Madre Natura non è in grado di ricombinarle con qualche altro elemento, per cui questi micropulviscoli restano in circolazione a tempo indefinito. Il problema è che, essendo così minuscole, vanno ovunque: con un filo di vento possono spostarsi di centinaia di chilometri (più della sabbia e dei pollini) e restano in sospensione oppure vanno a depositarsi su qualsiasi cosa, quindi anche sulle materie prime usate per la nutrizione umana ed animale, oppure vengono inalate direttamente assieme all’aria.
A seconda di come vengono assorbite dal corpo umano, possono creare danni a livello intestinale (per ingestione) o praticamente in ogni altra parte dell’organismo (se, tramite i polmoni, passano nella circolazione sanguigna). Superano anche la barriera placentare e, addirittura, sembrano essere in grado di interagire con il DNA e modificarlo. Vi risparmio i dettagli più truci, ma le diapositive di diversi tipi di tumori con dentro quelle nanopolveri di ferro, argento ecc ecc erano abbastanza impressionanti.

Le nanopolveri sono prodotte in parte dalla natura (a seguito di fulmini, erosione, incendi o cataclismi naturali come eruzioni vulcaniche), in parte dalle attività umane, tutte quelle che includano la combustione: fonderie, inceneritori e termovalorizzatori, motori a scoppio (sembra che anche i FAP facciano dei bei danni) ecc ecc ma anche bombe. Più è alta la temperatura, minore è la dimensione del particolato, maggiore la sua pericolosità.
I governi europei iniziano a ammettere il potenziale patogeno di questi elementi, perfino quello italiano (incredibbbile amisci) che, pur non riconoscendo le nanopatologie quando si tratta di inceneritori, ha però stanziato una bella sommetta per i militari che si sono ammalati in seguito all’esposizione all’uranio impoverito E nanoparticelle, accogliendo la tesi che l’uranio non sia il diretto responsabile delle malattie: la vera causa sarebbero le nanopolveri generate e sprigionate dall’esplosione. Questo riconoscimento forse porterà col tempo anche all’ammissione che i tanto elogiati inceneritori sono in realtà pericolosi, con buona pace di Cancronesi & Co.

Intanto, dopo sta scarrellata di buone notizie, che possiamo fare noi poveri peones? Ricordarci, quando andiamo a votare, che esistono alternative a chi propone gli inceneritori, le centrali a biomasse, gli aiuti per il settore auto ecc ecc. I pannelli solari comportano un inquinamento per essere prodotti, ma sicuramente meno di un termovalorizzatore.

Se volete saperne di più, si può ascoltare il podcast della serata a questo link. Inoltre, potete leggere le impressioni degli organizzatori ed alcuni commenti qui e qui, mentre sul blog dell'inestimabile Maddechè si è sviluppato un bel dibattitone/cagnara fra sostenitori e detrattori degli inceneritori.

giovedì 23 ottobre 2008

Impegno civile

Ragazzuoli, vi segnalo che sabato ci sarà nuovamente la raccolta di firme contro il Lodo Alfano (quello che garantisce l'immunità alle alt(r)e cariche dello Stato).
Si può firmare a Passo Ripe dalle 10 alle 20 (nel parcheggio antistante la BCC di Ostra M.d'Alba) oppure a Senigallia dalle 16 in Piazza Roma.

Lo sapevate? Sapevatelo!

Una firma per mandare a kaghèr tutti sti politicanti de mmmmmeeerrr....

giovedì 10 luglio 2008

la ritmo 60 color nocciola

raga, spigolando fra i blog locali ho trovato questo esilarante racconto che coinvolge un certo Frank da Corinaldo ed una Ritmo 60 color nocciola...
Le date coincidono... Che sia il nostro Frank???

President, se ci sei batti un colpo!

giovedì 8 maggio 2008

sempre a proposito della libera informazione e del V2 day

per chi (come me) non è riuscito ad andare a firmare a senigallia, il Meetup di Ripe organizza una raccolta di firme in Piazza Leopardi per sabato 31 maggio, dalle 15 alle 20 circa, con alcuni attivisti ed un autenticatore delle firme.
Per altre info, leggete qui.
Ciao
Sere

domenica 13 aprile 2008

Bufale

ATTENZIONE ALLE LEGGENDE URBANE
Liberi (anche) di non votare: le “bianche” non pesano sul premio
Attenzione ai falsi suggerimenti. Da giorni su Internet circola un messaggio secondo cui le schede bianche o nulle vengono computare ai fini dell’attribuzione del premio di maggioranza. Non è vero: l’assegnazione del premio è decisa solo sulla base dei voti validi in cui non rientrano né le nulle né le bianche.

(fonte il Sole 24 ore pag.2 del 13/04/2008)

venerdì 11 aprile 2008

Quasi - "PARCONDICIO" !!!





mercoledì 2 aprile 2008

BUON VOTO!

Alcuni consigli utili su per chi votare!
Così...non potrete sbagliare.


domenica 30 marzo 2008

Energia, questa sconosciuta!!!

Ho impiegato 1,5 ore per reperire fonti per questo post, per favore leggete qualcosa. Grazie

E' un po' che non mi faccio sentire quindi torno alla ribalta con un po' di terrorismo giornalistico sul nucleare (qui e qui dicono la stessa cosa credo per chi legge la fonte originale) e di informazione antiecologista su fotovoltaico e qualcosa di utile per casa.
Questo è l'esito di due sondaggi di un sito ecologista:
Sei favorevole al ritorno italiano all'energia nucleare?
A) Sono favorevole 4526 voti
B) Sono contrario 4193 voti

"Sei favorevole o contrario agli OGM?"
A) Favorevole
74 voti
B) Contrario 213 voti
C) Indifferente 25 voti


Una ditta di Grottammare ha fatto questo per risparmiare energia per illuminare i giardini!!!!

Alcuni stupidi consigli (qui ce ne sono altri) per risparmiare in casa ma a volte ci si dimentica delle banalità. E' più produttivo risparmiare che inventare soluzioni per produrre energia a basso costo.
Documento Enea per il risparmio in casa.

A proposito, questo l'ha fatto un paesino di 1400 abitanti nella profonda Campania, tal Torraca. Il nostro caro sindaco non vorrà investire qualche quattrino per copiare l'idea?

Buona lettura.

mercoledì 19 marzo 2008

Ricordatevi!

Vday

venerdì 19 ottobre 2007

Interessati ai libri


























Di recente, spinta dalla curiosità e dall'interrogativo: - Che fine avranno fatto "Quei bravi ragazzi"?- ho approfondito l'argomento "MAFIA" che ormai da parecchi anni, come ben ci rendiamo conto, sta vivendo una nuova fase storica che definirei "fase sommergibile".
Ho trovato molto interessante la bibliografia che segnalo di seguito.
Buona lettura

1. COSE DI COSA NOSTRA
Giovanni Falcone in collaborazione con Marcelle Padovani
La penna è quella della giornalista francese Marcelle Padovani, ma la voce narrante è quella di Giovanni Falcone. Le venti interviste diventano materiale per dettagliate narrazioni in prima persona che si articolano in sei capitoli, disposti come altrettanti cerchi concentrici attorno al cuore del problema-mafia: lo Stato. Un'analisi che parte dalla violenza, dai messaggi e messaggeri, per arrivare agli innumerevoli intrecci tra vita siciliana e mafia, all'organizzazione in quanto tale, al profitto - sua vera ragion d'essere - e, infine, alla sua essenza: il potere. Una testimonianza resa da Falcone dopo aver lasciato Palermo nel 1991. P.S. A mio parere rappresenta un punto di partenza per chi ha voglia di approfondire l'argomento

2. LA MATTANZA Dal silenzio sulla mafia al silenzio della mafia
Carlo Lucarelli
Cofanetto DVD con la puntata speciale di Blu notte - Misteri d'Italia andata in onda per la prima volta, con immenso successo, nell’estate 2003 su Rai 3 accompagnato da un libro in cui Carlo Lucarelli racconta la mafia come se fosse un romanzo. Lo scrittore e conduttore televisivo ricostruisce le tappe della tragica “mattanza” operata dalla criminalità organizzata siciliana dagli anni Settanta a oggi e la lotta e il sacrificio di tanti magistrati e uomini di legge ormai diventati memoria collettiva e civile. Sulle pagine del volume che accompagna il DVD, Lucarelli fa una narrazione dei fatti e commento delle immagini del filmato con lo stile appassionato e incisivo dei suoi migliori romanzi: gli avvenimenti e i personaggi appartengono alla realtà ma il loro racconto assume l’andamento e la suggestione del libro giallo. Il risultato è una storia della mafia originale che cattura per la scorrevolezza e allo stesso tempo per la precisione e il rigore delle ricostruzioni degli oscuri intrighi di potere e dei legami occulti tra criminalità, politica e mondo imprenditoriale. Un libro che fa riflettere sull’apparente quiescenza del sistema mafioso e pone un interrogativo: cosa è successo alla mafia? È stata vinta oppure è soltanto divenuta “invisibile”? Con la medesima successione cronologica del libro, i ventotto capitoli e il prologo che compongono il DVD guidano lo spettatore in un susseguirsi di flashback, immagini di repertorio, storia presente e ipotesi future, tra personaggi e situazioni del mondo della mafia e dei suoi misteri. Si comincia con il Processo di Bari del 1969 contro il clan dei Corleonesi, seguono poi i capitoli dedicati al giornalista Mario Francese e alla sua uccisione, Totò Riina, Leoluca Bagarella e Bernardo Provenzano, Salvo Lima e Vito Ciancimino, il “Sacco di Palermo”, Francesca Morvillo e Ninetta Bagarella, la guerra dei Corleonesi, le morti di Boris Giuliano, Cesare Terranova, Pio La Torre, Rocco Chinnici e Carlo Alberto Dalla Chiesa, la strage di Ciaculli, la nascita del pool antimafia, la stagione dei pentiti, il maxiprocesso, le stragi di Capaci e di via D'Amelio, la reazione dello Stato e il 41 bis, la morte di don Pino Puglisi, fino a giungere alle relazioni tra mafia e politica. Insomma un’opera che affronta un periodo macabro della storia italiana e che dovrebbe spingere tutti a non dimenticare. PS: Lo raccomando. Inchiesta giornalistica di grande pregio.

3. LA MAFIA HA VINTO
Intervista a Tommaso Buscetta
Saverio Lodato
"Prima di congedarmi da questo mondo vorrei ancora dire qualcosa: A settantun anni mi devo rendere conto di aver sbagliato previsione, e insieme a me l'aveva sbagliata il dottor Falcone al quale è stata tolta la vita…Che errore colossale: la mafia ha assunto un ruolo molto più grande di quello che aveva in passato. E' diventata un fatto politico. E' riuscita a diventare invisibile senza scomparire". "La mafia ha vinto". E' questo il messaggio che Tommaso Buscetta lancia dall'esilio americano. A quindici anni dall'inizio della sua collaborazione con la giustizia, il primo grande pentito di mafia, che ha contribuito in modo cruciale all'istruzione del maxiprocesso e svelato per la prima volta nomi e meccanismi di potere di Cosa Nostra, torna a parlare e traccia un bilancio desolante dello stato attuale della lotta alla criminalità organizzata, dopo la stagione delle bombe e degli assassinii di Falcone e Borsellino. In una lunga e appassionata intervista concessa a Saverio Lodato spiega perché l'intreccio fra mafia, politica e istituzioni non è stato sciolto, perché - fra pregiudicati rimessi in libertà, infinite discussioni sul ruolo della magistratura, dispute sull'articolo 513 del Codice Civile e scioperi di avvocati - Cosa Nostra viene ancora sottovalutata, e perché Bernardo Provenzano, insieme ad altri, è il leader in grado di guidarne il riscatto nei prossimi anni. Buscetta ripercorre piccole e grandi tappe della propria vita: la scelta del pentimento, la punizione mafiosa che lo ha colpito tragicamente (e che è costata la vita a due suoi figli), le difficoltà di un uomo costretto a cambiare domicilio con la frequenza di un nomade, tuttora senza identità e senza un passaporto. Don Masino racconta dei rapporti con la mafia americana, dell'amicizia con Falcone, del ruolo svolto nelle indagini seguite alle stragi di Capaci e di via D'Amelio, delle furibonde polemiche sulla sentenza di Perugia, della grave malattia che lo ha recentemente colpito e, infine, della grande delusione per un'offensiva - quella nei confronti delle cosche - rimasta di fatto incompiuta. Un j'accuse duro e argomentato nei confronti dell'attuale classe politica italiana e dell'omertà, che rischia di relegare nel cono d'ombra dell'indifferenza il più nocivo cancro criminale del nostro paese. Tommaso Buscetta è morto il 2 aprile 1999
PS: Quanto non si è riusciti a sapere attraverso i media.

4. I COMPLICI
Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al parlamento
Lirio Labbate-Peter Gomes
Il segretario nazionale dei giovani dell’UDEUR, il nipote dell’ex vicesindaco comunista di Villabate e l’ultimo erede di una famiglia per anni socia del ministro per gli affari Regionali, Enrico La Loggia: a guardarli mentre camminano assieme per le strade del centro di Palermo, sembrano tre ragazzi appena usciti da un convegno sul futuro della Seconda Repubblica. Ma sono tre picciotti. Tre picciotti di Bernardo Provenzano. Da uno dei maggiori giornalisti d'inchiesta italiani e da un grande esperto di cose siciliane, un libro ricco di materiale inedito (intercettazioni di telefonate tra i figli di Provenzano, documenti tratti da inchieste giudiziarie sui favoreggiatori) su Provenzano, la nuova mafia e i suoi rapporti con la politica. La biografia dell'ultimo capo dei capi letta attraverso le sue alleanze politiche ed economiche: dall'accordo con il Partito Socialista del 1987 fino alla stagione delle bombe di mafia del 1992-93; dall'arresto di Totò Riina fino al patto stretto, secondo i magistrati di Palermo, con i vertici di Forza Italia e dell'Udc siciliana. Un libro esplosivo che ricostruisce, con documenti e testimonianze inedite, la ragnatela di rapporti che hanno permesso a Provenzano di restare libero per quarantatre anni. Un viaggio nella Mafia spa, un'organizzazione criminale che in Sicilia controlla buona parte degli appalti pubblici, lavora con molte cooperative rosse e imprese di dimensione internazionale, ha uomini infiltrati nelle banche, nelle istituzioni economiche, come la Confindustria, e in quelle culturali, come l'università. Quattordici anni dopo gli omicidi di Falcone e Borsellino, l'opera di Peter Gomez e Lirio Abbate racconta come tutto in Sicilia sia tornato come prima, con decine di deputati regionali eletti a Palazzo dei Normanni nonostante i loro evidenti legami con Cosa Nostra, con una serie di parlamentari nazionali arrivati a Roma dopo aver contrattato l'appoggio degli uomini d'onore. Una lenta e inarrestabile riconquista del potere resa possibile dal silenzio delle istituzioni e dei media. In questo quadro l'arresto di Provenzano, più che il segnale della riscossa, diventa solo una tappa nella metamorfosi definitiva verso la mafia del terzo millennio: quella che alla lupara preferisce il doppiopetto.
PS: Molto denso di informazioni. Decisamente complicato. Richiede una contestualizzazione storico-politica

5. VOI NON SAPETE
Gli amici, i nemici, la mafia, il mondo nei pizzini di Bernardo Provenzano
Andrea Camilleri
MAFIA. Di questa parola nei pizzini di Provenzano assolutamente non c'è traccia.
La mafia spiegata da Camilleri. Un atto d'accusa senza sconti contro chiunque ancora finga di non sapere, il ritratto di un criminale che per più di quarant'anni ha tenuto in scacco le istituzioni e costruito il proprio mito. Da Affari a Latitanza, da Corleonesità a Politica, da Famiglia a Umiltà, Andrea Camilleri ci svela l'universo mafioso attraverso le sessanta voci di questo 'dizionario' del lessico e del pensiero di Bernardo Provenzano. E al tempo stesso, con la sua impareggiabile maestria, racconta passo per passo l'appassionante sfida che ha portato i magistrati della Procura di Palermo e la Polizia a catturare l'ultimo grande boss, nel suo covo di Montagna dei Cavalli, dopo quarantatré anni di latitanza.
I diritti d’autore di questo libro sono interamente devoluti alla Fondazione Andrea Camilleri e Funzionari di Polizia per i figli delle vittime del dovere. Dopo le stragi di Capaci e di via D'Amelio, dopo le morti di Falcone e Borsellino, la mafia decide di aprire una nuova fase strategica. Abbandona­to lo scontro frontale con le istituzioni e le azioni eclatanti organizzate da Totò Riina, si preferisce adottare la cosiddetta "strategia dell'immersio­ne": allentare la tensione, entrare in una zona grigia nella quale si possa, più e meglio di pri­ma, fare affari e ritessere l'intreccio della trama criminale. "Tutto si deve svolgere in immersio­ne, sott'acqua, quell'enorme sommergibile che è la mafia deve d'ora in avanti navigare a quo­ta periscopio." La mente di questo nuovo corso è quella di Bernardo Provenzano. Latitante per quarant'anni, durante i quali la sua unica immagine pubblica è quella catturata da sbiadite foto segnaletiche giovanili, Provenza­no si trasforma dallo spietato assassino noto col soprannome di 'u tratturi in capo attento, ocula­to, perfino conciliante, all'apparenza. Nella frase con cui accoglie le forze dell'or­dine quando viene catturato (“Voi non sapete quello che state facendo”) è racchiuso il senso minaccioso di un ordine costruito con metico­losa, sotterranea implacabilità. E gli ormai cele­bri "pizzini", con i loro codici e sottocodici, con le allusività e il tono ora criptico, ora oracolare, ora dimesso, con i loro svarioni autentici o cal­colati (lo "sgrammatichizzo") sono l'arcaico si­stema che regola una sofisticata, modernissima ragnatela.
Nel rigoglio della sua produzione narrativa quasi mai, per esplicita scelta, Andrea Camilleri ha toccato il tema della mafia. Ma quando i piz­zini di Provenzano sono stati resi pubblici è stato subito chiaro che, per la loro stessa natura, quei testi costituivano per lui un'opportunità di rifles­sione imperdibile: linguisticamente anomali, an­tropologicamente emblematici per la concezione della religione, della famiglia, delle gerarchie, dei rapporti tra le persone che esprimono, sembrava­no fatti apposta per entrare nell'universo lettera­rio dello scrittore di Porto Empedocle. E così è stato. Ne è venuto fuori un libro di forte sapore narrativo e di amara onestà, di ce­rimoniosa ferocia e acre ironia. Una sorta di dizionario che, voce per voce, ci svela l'alfabeto con cui il boss dei boss ha parlato per più di qua­rant'anni alla sua organizzazione e ne smonta gli ingranaggi per mostrarci che, sotto la super­ficie di parole apparentemente comuni, può ce­larsi la feroce banalità del male. E che i primi anticorpi che una società civile deve sviluppare contro la vischiosa rete delle complicità mafiose sono quelli di un linguaggio limpido, one­sto, condiviso. Un libro, questo, in cui il piacere della lettu­ra, il gusto per la battuta e per il paradosso non si possono districare mai da un diffuso senso di allarme. E anche questa è una nota nuova nell'orchestrazione stilistica del Maestro: per la pri­ma volta, forse, il lettore non approda alla catarsi dell'invenzione camilleriana ma rimane inchio­dato, attonito, davanti alla grottesca efferatezza del mondo.
PS: Molto carino. Si fa leggere benissimo. Pervaso dal solito umorismo (e classe) dell’autore.

mercoledì 10 ottobre 2007

A PROPOSITO DI CAZZATE

Ragazzi ma su you tube c'è proprio tutto cercate "pubblicità ancona"!!!
Altro sito da ridere "il nido del cuculo" in livornese
o poi
volè risponde al post "Rimini alura?" se nn prenoto nn se magna!!!

martedì 9 ottobre 2007

Il Bingo delle Cazzate

Dedicato soprattutto a Serena:

Siete in riunione e vi si stanno fondendo gli zebedei? Niente paura! Prendete una cartella del Bingo delle Cazzate e cominciate a segnare! Vince chi finisce prima, ma si possono dare punti per l'ambo, la terna e così via...

E quando avete finito la cartella, niente panico! Con il nostro generatore automatico di cartelle il divertimento non avrà più fine!

martedì 11 settembre 2007

Idee regalo (per me!)

Lo voglio! Farei di tutto per averlo! Qualcuno va in Giappone?



P.S. Anch'io vorrei una famiglia così, che di sera guarda il Rolly che zompa, invece di guardare la tele...

giovedì 23 agosto 2007

Jamboree

In occasione del passaggio del Summer Jamboree a Corinaldo, ci si chiedeva ieri cosa significasse la parola Jamboree in inglese. La risposta veloce è: un festival, un raduno molto animato. Per chi ne volesse sapere di più, comunque, sono andato a fare una mezza ricerchina.

Se leggete l'inglese, potete controllare la voce sull'ottimo vocabolario Merriam-Webster, oppure la voce su Wikipedia in inglese. Se invece non lo leggete, avete due possibilità, anzi tre:
  1. guardate la voce su Wikipedia in francese;
  2. chiedete a Serena;
  3. ve ne fregate.
Sempre a disposizione,

martedì 21 agosto 2007

Risparmiamo sugli sms

Ragazzi, se come me pensate che le compagnie telefoniche ci freghino soldi a destra e a manca, leggetevi questo articolo del Corriere della Sera di oggi. Quelli che hanno un cellulare un po' moderno (non me, per dire) possono seguire le indicazioni dell'articolo per risparmiare un po' sugli altissimi costi degli sms (se pensate a quanta poca informazione mandiamo per 15 cent, vedrete che ogni sms è una ladrata).

Ma a me l'articolo ha insegnato anche un'altra cosa utile che prima non sapevo, e cioè che la maggior parte degli operatori telefonici offre un certo numero giornaliero di sms gratuiti, se mandati dal loro sito. Oggi mi sono creato un account sul sito della TIM e ho subito usato uno dei miei 5 sms gratis al giorno. (Fra l'altro, non è una cattiva idea crearsi un account sul sito del proprio gestore telefonico. Uno può controllare e gestire diverse cose, come il tipo di tariffa utilizzato, la quantità di telefonate fatte, ecc.)

P.S. Io comunque continuo la mia battaglia personale, all'interno del gruppo, per un maggior uso dell'email e un minor uso del cellulare. Gli email sono praticamente gratuiti, molto più comodi da scrivere e flessibili per contenuto. E possono essere usati al posto degli sms in tutte le situazioni non urgenti (che sono la maggioranza). Certo, poi però bisogna controllarla, la posta elettronica...